B2 · Upper IntermediateLesson 3 of 4

La concordanza dei tempi con il congiuntivo

Impara a scegliere tra congiuntivo presente, passato, imperfetto e trapassato nella subordinata secondo il tempo della frase principale, livello B2.

La concordanza dei tempi collega il tempo della subordinata al punto di vista della frase principale. Per scegliere tra congiuntivo presente, passato, imperfetto e trapassato bisogna valutare due rapporti: il tempo della reggente e la contemporaneità o anteriorità dell'evento subordinato.

Questa lezione ti aiuta a:

  • orientarti tra i quattro tempi del congiuntivo;
  • esprimere correttamente anteriorità e contemporaneità;
  • gestire posteriorità, desideri e cambi di prospettiva.

Reggente al presente o al futuro

Con una reggente al presente o futuro, usiamo in genere:

Rapporto Tempo subordinato Esempio
contemporaneità congiuntivo presente Penso che Luca sia a casa.
posteriorità congiuntivo presente Voglio che Luca arrivi domani.
contemporaneità temuta congiuntivo presente Temo che Luca sia in ritardo.
anteriorità congiuntivo passato È probabile che Luca sia uscito.

Il congiuntivo non ha un futuro: il presente può riferirsi anche a un evento successivo.

Domani controllerò che tutti siano pronti e verificherò che nessuno abbia dimenticato i documenti.

Reggente al passato

Con una reggente al passato, il sistema si sposta indietro.

Rapporto Tempo subordinato Esempio
contemporaneità congiuntivo imperfetto Pensavo che Luca fosse a casa.
posteriorità desiderata/prevista congiuntivo imperfetto Speravo che Luca arrivasse il giorno dopo.
contemporaneità temuta congiuntivo imperfetto Temevo che Luca fosse in ritardo.
anteriorità congiuntivo trapassato Era probabile che Luca fosse già uscito.

Usa una coppia mentale: presente → presente/passato; passato → imperfetto/trapassato.

Forme da riconoscere

Al congiuntivo imperfetto alcune forme frequenti sono irregolari: fossi (essere), dessi (dare), stessi (stare), facessi (fare), dicessi (dire), bevessi (bere).

Il congiuntivo trapassato si forma con l'imperfetto di avere o essere più il participio: avessi parlato, fossi arrivato/a. La scelta dell'ausiliare è la stessa dei tempi composti: avere con parlare, essere con arrivare e con i verbi riflessivi.

Reggente al condizionale

Il condizionale presente richiede spesso il congiuntivo imperfetto per un desiderio o una situazione contemporanea o successiva.

  • Vorrei che tu venissi.
  • Sarebbe utile che tutti partecipassero.
  • Preferirei che Marta fosse qui.

Per un fatto anteriore, usiamo il congiuntivo trapassato: Vorrei che tu avessi partecipato.

Con una reggente al condizionale passato, l'imperfetto indica contemporaneità o posteriorità rispetto al desiderio: Avrei voluto che tu venissi. Il trapassato indica anteriorità: Avrei voluto che tu fossi venuto.

Posteriorità e futuro nel passato

Quando la subordinata riferisce un evento futuro rispetto a parole o pensieri passati, può comparire il condizionale passato.

  • Speravo che venisse. → desiderio relativo al futuro.
  • Pensavo che sarebbe venuto. → previsione sul futuro nel passato.
  • Mi disse che sarebbe arrivata alle otto. → contenuto riferito.

La scelta dipende anche dal verbo reggente: un verbo di desiderio seleziona il congiuntivo; una previsione o dichiarazione può richiedere il futuro nel passato. Mi disse non regge il congiuntivo: introduce un contenuto riferito, perciò Mi disse che sarebbe arrivata usa il condizionale passato. Con pensavo, sarebbe venuto presenta una previsione; pensavo che venisse usa il congiuntivo quando l'arrivo è trattato come contenuto non assertivo, non perché dopo un'opinione al passato si usi sempre il condizionale passato.

Fatti ancora validi

La concordanza non è sempre uno spostamento meccanico. Se il contenuto resta valido nel presente, il parlante può mantenere un tempo legato all'attualità.

  • L'insegnante spiegò che la Terra gira intorno al Sole.
  • Ho saputo che Marta vive ancora a Napoli.
  • Credevo che la riunione fosse oggi. (punto di vista passato)
  • Non credevo che la Terra giri intorno al Sole. (fatto ancora attuale)
  • Non credevo che la Terra girasse intorno al Sole. (punto di vista passato)
  • Ho temuto che la decisione possa danneggiarci. / Temevo che la decisione potesse danneggiarci.

Il mantenimento del presente segnala che il parlante assume il fatto come ancora attuale; l'imperfetto lo colloca nel quadro passato.

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Registro: uso colloquiale e standard

Nel parlato neo-standard la concordanza dopo una reggente al passato è spesso semplificata: pensavo che era a casa, credevo che ha finito. Queste forme sono comuni nella conversazione, ma nello standard scritto, in un esame o in un testo formale si preferiscono pensavo che fosse a casa e credevo che avesse finito.

Una procedura di scelta

  1. Verifica che la reggente richieda il congiuntivo.
  2. Individua il suo punto temporale: presente/futuro o passato/condizionale.
  3. Chiedi se la subordinata è contemporanea, successiva o anteriore.
  4. Scegli il tempo con la tabella del sistema.
  5. Controlla se stai riferendo una previsione futura dal passato.

Non scegliere il tempo solo dalla forma della reggente senza considerare il rapporto cronologico.

Pensavo che fosse partito indica anteriorità; pensavo che partisse indica contemporaneità o posteriorità prevista.

Errori frequenti

✗ Pensavo che sia venuto. → ✓ Pensavo che fosse venuto.

Al presente: ✓ Penso che sia venuto ieri.

✗ Penso che io sia in ritardo. → ✓ Penso di essere in ritardo.

Quando il soggetto della reggente e quello della subordinata sono lo stesso, usiamo normalmente di + infinito.

Quadro riassuntivo

Reggente Contemporaneità/posteriorità Anteriorità
presente o futuro congiuntivo presente congiuntivo passato
passato o condizionale congiuntivo imperfetto congiuntivo trapassato

Il quadro è una guida: significato del verbo reggente, attualità del fatto e valore di futuro nel passato possono precisare la scelta.

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Last updated August 23, 2026