B2 · Upper IntermediateLesson 1 of 4

Il congiuntivo imperfetto: formazione e uso

Scopri come si forma e si usa il congiuntivo imperfetto italiano per fatti collocati nel passato o legati a un verbo al passato o al condizionale, B2.

Il congiuntivo imperfetto compare quando un fatto non è presentato come una semplice constatazione e viene collocato nel passato o messo in relazione con un verbo al passato o al condizionale: Pensavo che Marta fosse a casa; Vorrei che Marta venisse con noi.

Alla fine della lezione saprai:

  • formare il congiuntivo imperfetto dei verbi regolari e dei principali irregolari;
  • usarlo rispettando il rapporto temporale con la frase principale;
  • distinguerlo dall'indicativo imperfetto e dal congiuntivo trapassato.

Le forme regolari

Per i verbi regolari si parte dall'infinito senza -re e si aggiungono le desinenze -ssi, -ssi, -sse, -ssimo, -ste, -ssero.

Persona parlare credere dormire
che io parlassi credessi dormissi
che tu parlassi credessi dormissi
che lui/lei parlasse credesse dormisse
che noi parlassimo credessimo dormissimo
che voi parlaste credeste dormiste
che loro parlassero credessero dormissero

Le forme di io e tu coincidono. Per evitare ambiguità, il soggetto è spesso espresso: Pensavo che tu partissi, non necessariamente pensavo che partissi.

La doppia s caratterizza quasi tutto il paradigma. Fanno eccezione le forme di voi, che terminano in -ste: parlaste, credeste, dormiste.

Essere, avere e altri verbi frequenti

Essere ha una radice irregolare; avere segue il modello in -ere con la forma avessi.

Persona essere avere
che io/tu fossi avessi
che lui/lei fosse avesse
che noi fossimo avessimo
che voi foste aveste
che loro fossero avessero

Alcuni verbi comuni conservano una base storica diversa da quella visibile nell'infinito moderno.

Infinito Congiuntivo imperfetto, io Esempio
fare facessi Credevo che facessi sport.
dire dicessi Speravo che dicessi la verità.
bere bevessi Pensavo che bevessi il tè.
dare dessi Volevo che mi dessi una risposta.
stare stessi Preferivo che stessi qui.
tradurre traducessi Era necessario che traducessi il testo.
condurre conducessi Speravo che conducessi il gruppo.
produrre producessi Volevo che producessi un esempio.
porre ponessi Era importante che ponessi una domanda.
trarre traessi Dubitavo che traessi la conclusione giusta.

Queste forme non sono arbitrarie: conservano una base più antica dell'infinito, come facere → facessi, dicere → dicessi, bevere → bevessi, ponere → ponessi e trahere → traessi. I verbi in -urre seguono la stessa famiglia: traducere, conducere, producere → traducessi, conducessi, producessi.

Anche dare e stare conservano basi storiche in -e-: dessi, stessi, non dassi, stassi. Per questi verbi, quindi, non basta applicare meccanicamente la regola dell'infinito moderno.

I verbi in -ire con ampliamento -isc- non lo mantengono: finire → che finissi, non finiscissi.

Contemporaneità rispetto a un momento passato

Quando la frase principale è al passato e richiede il congiuntivo, l'imperfetto presenta spesso una situazione contemporanea a quel momento.

Pensavo che Luca fosse in ufficio.

Nel momento in cui pensavo, consideravo possibile che Luca si trovasse in ufficio. Le due situazioni sono contemporanee nel passato.

Questo schema è frequente dopo verbi ed espressioni di:

  • opinione o dubbio: Credevo che avesse ragione; Dubitavo che capissero;
  • volontà o desiderio: Volevo che restaste;
  • sentimento: Mi dispiaceva che partisse;
  • necessità o valutazione: Era importante che tutti partecipassero.

L'imperfetto può indicare anche un evento successivo rispetto alla volontà o all'attesa passata: Speravo che arrivassero il giorno dopo. Il loro arrivo era futuro dal punto di vista di chi sperava.

Dopo un condizionale presente

Con vorrei, mi piacerebbe, preferirei, sarebbe meglio il congiuntivo imperfetto esprime un desiderio, una richiesta attenuata o una situazione immaginata nel presente o nel futuro.

Frase principale Subordinata
Vorrei che tu venissi con noi.
Mi piacerebbe che il corso durasse di più.
Preferiremmo che loro partissero domani.
Sarebbe meglio che ne parlassimo subito.

Dopo vorrei che non usare automaticamente il congiuntivo presente.

✗ Vorrei che tu venga domani.

✓ Vorrei che tu venissi domani.

Se il soggetto delle due azioni coincide, è spesso più naturale l'infinito: Vorrei partire; Preferiremmo restare. Usiamo che + congiuntivo soprattutto quando i soggetti sono diversi: Vorrei che voi partiste.

Se il soggetto è lo stesso e l'azione è già conclusa, usiamo l'infinito passato: Vorrei essere già partito. Con soggetti diversi: Vorrei che tu fossi già partito. Con una reggente al condizionale passato, il congiuntivo trapassato indica anteriorità: Avrei voluto che tu fossi venuto.

Periodo ipotetico e altre subordinate

Nel periodo ipotetico, se + congiuntivo imperfetto presenta una condizione poco probabile, immaginaria o contraria alla situazione presente; la conseguenza usa normalmente il condizionale presente.

Se avessi più tempo, studierei un'altra lingua.

Se fossimo più vicini, ci vedremmo ogni settimana.

La condizione è immaginata nel presente; non si racconta un fatto passato.

Il congiuntivo imperfetto compare anche in altre subordinate quando il contesto è passato o ipotetico:

  • Parlava come se sapesse già tutto;
  • Cercavo qualcuno che conoscesse bene la zona;
  • Uscì senza che nessuno se ne accorgesse;
  • Chiudemmo le finestre prima che cominciasse a piovere.

Queste congiunzioni e costruzioni contribuiscono a selezionare il congiuntivo; la forma imperfetta colloca la situazione nella prospettiva temporale richiesta.

Con come se usiamo sempre il congiuntivo imperfetto o trapassato, anche se la principale è al presente: Parla come se sapesse tutto; Si comporta come se non fosse successo niente. Questa costruzione non segue il normale schema presente → congiuntivo presente.

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Usi indipendenti: desideri e auguri

Il congiuntivo imperfetto può comparire senza una reggente per esprimere un desiderio intenso, spesso irrealizzabile o difficile da realizzare.

Magari piovesse!

Se solo lo sapessi!

Fosse vero!

Potessi tornare indietro!

In questi usi ottativi o desiderativi il congiuntivo è indipendente: non dipende da pensavo che, vorrei che o da un'altra frase principale.

Indicativo imperfetto o congiuntivo imperfetto

La presenza di che non basta a determinare il modo. Conta il modo in cui la frase principale presenta l'informazione.

Indicativo: fatto constatato Congiuntivo: opinione, dubbio o valutazione
Sapevo che Marta era a casa. Pensavo che Marta fosse a casa.
Vedevo che i ragazzi erano stanchi. Temevo che i ragazzi fossero stanchi.
Era chiaro che il piano funzionava. Non era certo che il piano funzionasse.

Il tempo della frase principale è importante, ma non è l'unico criterio. È possibile dire Credo che allora fosse stanco: la principale è al presente, mentre fosse colloca nel passato lo stato su cui si esprime l'opinione.

Nel parlato neo-standard l'indicativo imperfetto sostituisce spesso il congiuntivo dopo verbi di opinione: Pensavo che era a casa, Credevo che veniva. È un uso tollerato nella conversazione informale, ma nello scritto sorvegliato, in un esame o in un testo formale si preferiscono Pensavo che fosse a casa e Credevo che venisse.

Imperfetto o trapassato del congiuntivo

La differenza dipende dal rapporto temporale con il punto di riferimento.

Rapporto Forma Esempio
contemporaneità nel passato congiuntivo imperfetto Pensavo che fosse in casa.
evento atteso come successivo congiuntivo imperfetto Speravo che venisse più tardi.
evento già concluso prima congiuntivo trapassato Pensavo che fosse già uscito.

Il trapassato si forma con congiuntivo imperfetto di avere o essere + participio passato: avessi capito, fossero partiti. Non usare l'imperfetto semplice se devi rendere esplicita l'anteriorità compiuta.

Controllo finale

Per scegliere e formare correttamente il congiuntivo imperfetto:

  1. verifica che il significato richieda il congiuntivo, non soltanto che ci sia che;
  2. individua il rapporto temporale con la principale;
  3. forma la radice e aggiungi la desinenza corretta;
  4. controlla i verbi irregolari e i soggetti ambigui;
  5. se l'evento subordinato è già concluso, valuta il congiuntivo trapassato.
Contesto Modello
opinione nel passato Credevo che fosse vero.
desiderio attenuato Vorrei che restassi.
condizione immaginaria Se potessi, partirei.
fatto anteriore nel passato Pensavo che fosse partito.

Il congiuntivo imperfetto unisce forma, modo e relazione temporale: usarlo bene significa capire non solo quando avviene un fatto, ma anche come viene presentato.

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Last updated August 23, 2026