B1 · Intermediate

Più... di o che, meno... di o che e tanto... quanto

Scopri quando usare di o che nei comparativi italiani di maggioranza e minoranza e come esprimere l'uguaglianza con tanto... quanto (livello B1).

By the flumi team About 6 min read

Nei comparativi di maggioranza e minoranza, il secondo termine è introdotto da di oppure da che. La scelta dipende dagli elementi messi a confronto. Per l'uguaglianza usiamo tanto... quanto.

Questa lezione ti aiuta a:

  • scegliere tra più/meno... di e più/meno... che;
  • confrontare persone, qualità, azioni e quantità;
  • confrontare un risultato con ciò che pensavamo;
  • costruire paragoni di uguaglianza.

Di tra persone o cose distinte

Usiamo di quando confrontiamo due nomi o pronomi che rappresentano persone o cose distinte.

  • Roma è più grande di Firenze.
  • Sara è meno timida di suo fratello.
  • Luca corre più velocemente di me.
  • Questo esercizio è più difficile del precedente.

Di si combina con l'articolo: del, dello, della, dei, degli, delle.

Usiamo di anche davanti ad avverbi e a espressioni di tempo o luogo: Oggi fa più freddo di ieri; Sto meglio di prima; Non posso fare più di così.

Di davanti a un numero

Più di e meno di indicano anche una quantità superiore o inferiore a un limite.

  • Il viaggio dura più di tre ore.
  • La borsa costa meno di cinquanta euro.
  • Alla riunione c'erano più di cento persone.

In queste frasi non confrontiamo due qualità, ma una quantità con un valore numerico.

Che tra qualità, azioni o complementi

Usiamo che quando confrontiamo due elementi riferiti allo stesso soggetto, soprattutto:

  • due aggettivi: Il film è più lungo che difficile;
  • due verbi o infiniti: È più utile camminare che aspettare;
  • due avverbi: Lavora più lentamente che attentamente;
  • due complementi con preposizione: Parlo più con Anna che con Luca.

Con due avverbi di modo riferiti alla stessa azione usiamo che: Lavora più lentamente che attentamente. Se invece il secondo termine è un'espressione di tempo, luogo o modo, usiamo di: Lavora più lentamente di ieri.

Se il primo elemento e il secondo hanno la stessa funzione e descrivono lo stesso soggetto, che è spesso la scelta corretta.

Confrontare due quantità

Usiamo che anche quando confrontiamo la quantità di due nomi nella stessa situazione.

  • Bevo più acqua che caffè.
  • Nel quartiere ci sono più uffici che negozi.
  • Abbiamo comprato meno sedie che tavoli.

Confronta: bevo più acqua di Luca mette a confronto me e Luca; bevo più acqua che caffè mette a confronto due bevande.

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Confronti due città distinte, Torino e Bologna, per grandezza. Completa: «Torino è più grande Bologna».

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Il secondo termine è una frase

Quando il confronto riguarda ciò che qualcuno pensa, crede o si aspetta, il secondo termine può essere un'intera frase. Sono frequenti di quanto e di quel che.

  • L'esame è più difficile di quanto pensassi.
  • Il viaggio è durato meno di quanto prevedevamo.
  • Il computer costa meno di quel che credevo.
  • Sono arrivati più ospiti di quanti ne aspettassimo.

In di quanto, quanto può concordare con un nome sottinteso: più ospiti di quanti, più persone di quante. Il congiuntivo è frequente quando la frase esprime un'attesa o una valutazione; nell'uso comune compare anche l'indicativo, come in meno di quanto prevedevamo.

Nello stile formale, dopo di quanto può comparire un non pleonastico: È più difficile di quanto non sembri. Qui non non nega il confronto: è una forma tradizionale che rafforza la costruzione.

Tanto... quanto

Per l'uguaglianza usiamo tanto... quanto. Davanti a nomi, entrambe le parole concordano; con aggettivi o avverbi possono ridursi a (tanto) ... quanto.

Tipo di confronto Esempio
nomi Ho tanti libri quanti ne hai tu.
nomi femminili Ho tante amiche quante ne hai tu.
aggettivi Marta è tanto gentile quanto paziente.
avverbi Luca corre velocemente quanto Karim.
verbi Studio quanto lavoro.
aggettivi, frase negativa Non è tanto difficile quanto sembra.
verbi, frase negativa Non studio quanto dovrei.

Davanti a un aggettivo, tanto resta invariabile: Marta è tanto gentile quanto paziente; non concorda come in tanti libri quanti.

Nel parlato si sente anche Luca corre veloce quanto Karim, con veloce usato come avverbio. In uno stile sorvegliato, velocemente quanto rende la funzione più esplicita.

È comune anche così... come con aggettivi e avverbi: Marta è così gentile come sua sorella. Le coppie sono fisse: usa tanto... quanto oppure così... come, senza mescolarle. Nel confronto neutro, tanto... quanto è spesso più lineare.

Come decidere in tre secondi

  1. Due persone o cose distinte → di.
  2. Due qualità, azioni o complementi dello stesso soggetto → che.
  3. Due quantità diverse nella stessa frase → che.
  4. Uguaglianza → tanto... quanto.

✗ Sono più alto che Marco. → ✓ Sono più alto di Marco.

✗ Bevo più acqua di caffè. → ✓ Bevo più acqua che caffè.

✗ Sono più alto che me. → ✓ Sono più alto di me.

✗ Marta è tanto gentile come sua sorella. → ✓ Marta è tanto gentile quanto sua sorella.

In un confronto che esprime una valutazione, nello stile sorvegliato preferisci il congiuntivo: ✗ È più difficile di quanto sembra. → ✓ È più difficile di quanto sembri.

Rapporto Collegamento
A rispetto a B più/meno... di
due qualità o azioni dello stesso elemento più/meno... che
due quantità più/meno... che
confronto con un pensiero o un'attesa più/meno... di quanto / di quel che
uguaglianza tanto... quanto

La stessa scelta tra di e che vale con i comparativi irregolari migliore, peggiore, maggiore, minore: Questo risultato è migliore di quello precedente; La situazione è peggiore di ieri; Il danno è maggiore di quanto pensassimo; Il rischio è minore di quello previsto.

Attenzione: migliore e peggiore sono aggettivi e descrivono un nome o un risultato (Questo risultato è migliore di quello precedente). Meglio e peggio sono avverbi (Si sta meglio qui che in ufficio): perciò diciamo È meglio camminare che aspettare.

Prima identifica che cosa stai confrontando; la preposizione o congiunzione segue da quella relazione.

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Last updated October 14, 2026