Il discorso indiretto e la concordanza dei tempi
Nel discorso indiretto il tempo verbale della frase riportata dipende da quello del verbo principale, secondo regole precise di concordanza (livello B2).
Dal discorso diretto a quello indiretto
Nel discorso diretto riportiamo parole autonome: Marta ha detto: «Non posso venire». Nel discorso indiretto le integriamo nella nostra frase: Marta ha detto che non poteva venire.
Il passaggio richiede di adattare:
- pronomi e possessivi;
- riferimenti di tempo e luogo;
- modo e tempo verbale;
- struttura di domande e ordini.
La concordanza dipende soprattutto dal tempo del verbo che introduce il discorso, come dire, spiegare, chiedere o rispondere.
Verbo introduttivo al presente
Se il verbo introduttivo è al presente o al futuro, i rapporti temporali restano generalmente invariati.
| Discorso diretto | Discorso indiretto |
|---|---|
| Il portavoce annuncia: «La misura entra in vigore lunedì.» | Il portavoce annuncia che la misura entra in vigore lunedì. |
| La relatrice spiega: «Abbiamo verificato i dati.» | La relatrice spiega che hanno verificato i dati. |
| Il verbale precisa: «Il consiglio esaminerà la proposta.» | Il verbale precisa che il consiglio esaminerà la proposta. |
Cambiano comunque la persona e gli elementi legati al punto di vista: Dice: «Ti mando il mio documento» diventa Dice che mi manda il suo documento.
Osserva il parallelismo: Dice che è pronto mantiene il rapporto con il presente; Disse che era pronto lo colloca rispetto a un momento passato.
Verbo introduttivo al passato
Quando il verbo introduttivo è al passato, i tempi tendono a spostarsi per esprimere il rapporto con quel momento passato.
| Rapporto | Forma frequente | Esempio |
|---|---|---|
| contemporaneità | imperfetto | Disse: «Sono pronto» → Disse che era pronto. |
| anteriorità | trapassato prossimo | Disse: «Ho finito» → Disse che aveva finito. |
| posteriorità | condizionale passato | Disse: «Partirò» → Disse che sarebbe partito. |
| contemporaneità già passata | imperfetto invariato | Disse: «Ero stanco» → Disse che era stanco. |
| anteriorità già espressa | trapassato invariato | Disse: «Avevo finito» → Disse che aveva finito. |
| desiderio | condizionale passato o imperfetto | Disse: «Vorrei partire» → Disse che avrebbe voluto / voleva partire. |
| ordine | di + infinito / che + congiuntivo | Disse: «Partite» → Disse loro di partire. |
Il condizionale passato esprime qui il futuro nel passato: l'azione era successiva al momento in cui si parlava.
Nel parlato e nel neo-standard è comune anche l'imperfetto: Disse che partiva il giorno dopo. Disse che sarebbe partito è più tipico del registro sorvegliato e scritto.
Lo spostamento non è sempre obbligatorio. In un regolamento ancora valido si può scrivere: Il responsabile ha spiegato che l'accesso è consentito solo con il badge.
Congiuntivo e concordanza
Se il verbo reggente richiede il congiuntivo, si applicano le normali relazioni temporali.
Con un reggente al presente
| Relazione | Forma | Esempio |
|---|---|---|
| contemporaneità | congiuntivo presente | Penso che Luca sia a casa. |
| anteriorità | congiuntivo passato | Penso che Luca sia arrivato. |
| posteriorità | congiuntivo presente | Spero che Luca arrivi domani. |
| Relazione | Forma | Esempio con reggente al passato |
|---|---|---|
| contemporaneità | congiuntivo imperfetto | Pensavo che Luca fosse a casa. |
| anteriorità | congiuntivo trapassato | Credevo che avesse concluso il lavoro. |
| posteriorità | condizionale passato / congiuntivo imperfetto | Speravo che sarebbe arrivato / arrivasse presto. |
Con un reggente al presente, quindi, il congiuntivo presente esprime sia contemporaneità sia posteriorità, mentre il congiuntivo passato esprime anteriorità. Con un reggente al passato, sarebbe arrivato rende molto esplicito il futuro nel passato ed è comune nell'uso moderno; arrivasse è la scelta più tradizionale e sorvegliata dopo verbi come sperare.
Non trasformare automaticamente ogni passato prossimo in trapassato. Prima individua il punto di riferimento: Ha detto che è arrivato ieri può essere naturale se chi parla collega l'arrivo al presente.
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Domande indirette
Le domande senza parola interrogativa sono introdotte da se; le altre mantengono chi, dove, quando, perché, come.
«Hai ricevuto il messaggio?» → Mi chiese se avessi ricevuto il messaggio; nell'uso comune: se avevo ricevuto il messaggio.
«Dove abiti?» → Mi domandò dove abitassi; nell'uso comune: dove abitavo.
«Perché sei partito?» → Voleva sapere perché fossi partito; nell'uso comune: perché ero partito.
Nel registro sorvegliato è frequente il congiuntivo; nell'uso comune compare anche l'indicativo, soprattutto quando la domanda è neutra: Mi ha chiesto dove abito.
Le interrogative indirette possono contenere anche un'alternativa: Mi chiese se venissi o no. Con un verbo introduttivo al presente troviamo anche il congiuntivo passato: Non so se sia partito. Nella frase riportata non si mette il punto interrogativo finale.
Ordini, richieste e consigli
Un imperativo può diventare di + infinito oppure una proposizione con che e il congiuntivo.
- «Aspettate qui» → Disse loro di aspettare lì.
- «Non aprire la porta» → Mi ordinò di non aprire la porta.
- «Che venga subito!» → Ordinò che venisse subito.
La costruzione con l'infinito è particolarmente comune quando il destinatario dell'ordine è espresso come complemento del verbo introduttivo.
Verbi di movimento e prospettiva
Nel discorso indiretto, venire può diventare andare se chi riferisce non si trova nel luogo di arrivo: Mi disse: «Vengo alle otto» → Mi disse che sarebbe andato alle otto. Se il riferimento resta il luogo di chi parla, si può dire che sarebbe venuto alle otto. Allo stesso modo, portare può diventare prendere o portare via secondo il punto di vista.
Cambiare i riferimenti
Le trasformazioni dipendono dal nuovo punto di vista, non da equivalenze rigide.
| Nel discorso diretto | Nel discorso indiretto |
|---|---|
| oggi | quel giorno |
| ieri | il giorno prima / il giorno precedente |
| domani | il giorno dopo / l'indomani |
| ora / adesso | allora / in quel momento |
| qui | lì |
| questo | quello |
| anno prossimo | l'anno successivo |
Per esempio, Lunedì Marta ha detto: «Oggi lavoro qui» diventa Lunedì Marta ha detto che quel giorno lavorava lì. E Carlo disse: «Domani consegnerò questo documento» diventa Carlo disse che avrebbe consegnato quel documento il giorno dopo.
Pronomi e possessivi
Anche i pronomi e i possessivi cambiano secondo chi riferisce e chi ascoltava il discorso originale.
| Diretto | Indiretto |
|---|---|
| Anna ha detto: «Io porto il mio computer.» | Anna ha detto che lei portava il suo computer. |
| Luca e Sara hanno detto: «Portiamo il nostro progetto.» | Luca e Sara hanno detto che portavano il loro progetto. |
| Mi ha detto: «Ti aiuto.» | Mi ha detto che mi avrebbe aiutato. |
| Marco ha detto: «Lui parte domani.» | Marco ha detto che lui sarebbe partito il giorno dopo. |
Nell'ultimo esempio la terza persona può restare uguale; quando suo può riferirsi a più persone, è meglio ripetere il nome per evitare ambiguità.
Deissi testuale
Nei testi scritti alcuni riferimenti non seguono la situazione di chi parla, ma l'organizzazione del testo. In questo caso la trasformazione può essere diversa.
| Diretto | Possibile forma indiretta |
|---|---|
| in questa relazione | in quella relazione |
| nel documento allegato | nel documento allegato alla comunicazione |
| qui sotto | nella sezione seguente |
| questo dato | quel dato / il dato citato |
Procedi in ordine: individua chi parla e quando, stabilisci anteriorità, contemporaneità o posteriorità, poi adatta pronomi e riferimenti. Così eviti trasformazioni meccaniche incoerenti.
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Last updated October 14, 2026