B2 · Upper Intermediate

Il discorso indiretto e la concordanza dei tempi

Nel discorso indiretto il tempo verbale della frase riportata dipende da quello del verbo principale, secondo regole precise di concordanza (livello B2).

By the flumi team About 8 min read

Dal discorso diretto a quello indiretto

Nel discorso diretto riportiamo parole autonome: Marta ha detto: «Non posso venire». Nel discorso indiretto le integriamo nella nostra frase: Marta ha detto che non poteva venire.

Il passaggio richiede di adattare:

  • pronomi e possessivi;
  • riferimenti di tempo e luogo;
  • modo e tempo verbale;
  • struttura di domande e ordini.

La concordanza dipende soprattutto dal tempo del verbo che introduce il discorso, come dire, spiegare, chiedere o rispondere.

Verbo introduttivo al presente

Se il verbo introduttivo è al presente o al futuro, i rapporti temporali restano generalmente invariati.

Discorso diretto Discorso indiretto
Il portavoce annuncia: «La misura entra in vigore lunedì.» Il portavoce annuncia che la misura entra in vigore lunedì.
La relatrice spiega: «Abbiamo verificato i dati.» La relatrice spiega che hanno verificato i dati.
Il verbale precisa: «Il consiglio esaminerà la proposta.» Il verbale precisa che il consiglio esaminerà la proposta.

Cambiano comunque la persona e gli elementi legati al punto di vista: Dice: «Ti mando il mio documento» diventa Dice che mi manda il suo documento.

Osserva il parallelismo: Dice che è pronto mantiene il rapporto con il presente; Disse che era pronto lo colloca rispetto a un momento passato.

Verbo introduttivo al passato

Quando il verbo introduttivo è al passato, i tempi tendono a spostarsi per esprimere il rapporto con quel momento passato.

Rapporto Forma frequente Esempio
contemporaneità imperfetto Disse: «Sono pronto» → Disse che era pronto.
anteriorità trapassato prossimo Disse: «Ho finito» → Disse che aveva finito.
posteriorità condizionale passato Disse: «Partirò» → Disse che sarebbe partito.
contemporaneità già passata imperfetto invariato Disse: «Ero stanco» → Disse che era stanco.
anteriorità già espressa trapassato invariato Disse: «Avevo finito» → Disse che aveva finito.
desiderio condizionale passato o imperfetto Disse: «Vorrei partire» → Disse che avrebbe voluto / voleva partire.
ordine di + infinito / che + congiuntivo Disse: «Partite» → Disse loro di partire.

Il condizionale passato esprime qui il futuro nel passato: l'azione era successiva al momento in cui si parlava.

Nel parlato e nel neo-standard è comune anche l'imperfetto: Disse che partiva il giorno dopo. Disse che sarebbe partito è più tipico del registro sorvegliato e scritto.

Lo spostamento non è sempre obbligatorio. In un regolamento ancora valido si può scrivere: Il responsabile ha spiegato che l'accesso è consentito solo con il badge.

Congiuntivo e concordanza

Se il verbo reggente richiede il congiuntivo, si applicano le normali relazioni temporali.

Con un reggente al presente

Relazione Forma Esempio
contemporaneità congiuntivo presente Penso che Luca sia a casa.
anteriorità congiuntivo passato Penso che Luca sia arrivato.
posteriorità congiuntivo presente Spero che Luca arrivi domani.
Relazione Forma Esempio con reggente al passato
contemporaneità congiuntivo imperfetto Pensavo che Luca fosse a casa.
anteriorità congiuntivo trapassato Credevo che avesse concluso il lavoro.
posteriorità condizionale passato / congiuntivo imperfetto Speravo che sarebbe arrivato / arrivasse presto.

Con un reggente al presente, quindi, il congiuntivo presente esprime sia contemporaneità sia posteriorità, mentre il congiuntivo passato esprime anteriorità. Con un reggente al passato, sarebbe arrivato rende molto esplicito il futuro nel passato ed è comune nell'uso moderno; arrivasse è la scelta più tradizionale e sorvegliata dopo verbi come sperare.

Non trasformare automaticamente ogni passato prossimo in trapassato. Prima individua il punto di riferimento: Ha detto che è arrivato ieri può essere naturale se chi parla collega l'arrivo al presente.

Quick check

Try one question now.

1
Rita dice ora: «Sono disponibile». Nel discorso indiretto: «Rita dice che ».

Check your answer when you are ready. No sign-in needed.

Domande indirette

Le domande senza parola interrogativa sono introdotte da se; le altre mantengono chi, dove, quando, perché, come.

«Hai ricevuto il messaggio?» → Mi chiese se avessi ricevuto il messaggio; nell'uso comune: se avevo ricevuto il messaggio.
«Dove abiti?» → Mi domandò dove abitassi; nell'uso comune: dove abitavo.
«Perché sei partito?» → Voleva sapere perché fossi partito; nell'uso comune: perché ero partito.

Nel registro sorvegliato è frequente il congiuntivo; nell'uso comune compare anche l'indicativo, soprattutto quando la domanda è neutra: Mi ha chiesto dove abito.

Le interrogative indirette possono contenere anche un'alternativa: Mi chiese se venissi o no. Con un verbo introduttivo al presente troviamo anche il congiuntivo passato: Non so se sia partito. Nella frase riportata non si mette il punto interrogativo finale.

Ordini, richieste e consigli

Un imperativo può diventare di + infinito oppure una proposizione con che e il congiuntivo.

  • «Aspettate qui» → Disse loro di aspettare lì.
  • «Non aprire la porta» → Mi ordinò di non aprire la porta.
  • «Che venga subito!» → Ordinò che venisse subito.

La costruzione con l'infinito è particolarmente comune quando il destinatario dell'ordine è espresso come complemento del verbo introduttivo.

Verbi di movimento e prospettiva

Nel discorso indiretto, venire può diventare andare se chi riferisce non si trova nel luogo di arrivo: Mi disse: «Vengo alle otto» → Mi disse che sarebbe andato alle otto. Se il riferimento resta il luogo di chi parla, si può dire che sarebbe venuto alle otto. Allo stesso modo, portare può diventare prendere o portare via secondo il punto di vista.

Cambiare i riferimenti

Le trasformazioni dipendono dal nuovo punto di vista, non da equivalenze rigide.

Nel discorso diretto Nel discorso indiretto
oggi quel giorno
ieri il giorno prima / il giorno precedente
domani il giorno dopo / l'indomani
ora / adesso allora / in quel momento
qui lì
questo quello
anno prossimo l'anno successivo

Per esempio, Lunedì Marta ha detto: «Oggi lavoro qui» diventa Lunedì Marta ha detto che quel giorno lavorava lì. E Carlo disse: «Domani consegnerò questo documento» diventa Carlo disse che avrebbe consegnato quel documento il giorno dopo.

Pronomi e possessivi

Anche i pronomi e i possessivi cambiano secondo chi riferisce e chi ascoltava il discorso originale.

Diretto Indiretto
Anna ha detto: «Io porto il mio computer.» Anna ha detto che lei portava il suo computer.
Luca e Sara hanno detto: «Portiamo il nostro progetto.» Luca e Sara hanno detto che portavano il loro progetto.
Mi ha detto: «Ti aiuto.» Mi ha detto che mi avrebbe aiutato.
Marco ha detto: «Lui parte domani.» Marco ha detto che lui sarebbe partito il giorno dopo.

Nell'ultimo esempio la terza persona può restare uguale; quando suo può riferirsi a più persone, è meglio ripetere il nome per evitare ambiguità.

Deissi testuale

Nei testi scritti alcuni riferimenti non seguono la situazione di chi parla, ma l'organizzazione del testo. In questo caso la trasformazione può essere diversa.

Diretto Possibile forma indiretta
in questa relazione in quella relazione
nel documento allegato nel documento allegato alla comunicazione
qui sotto nella sezione seguente
questo dato quel dato / il dato citato

Procedi in ordine: individua chi parla e quando, stabilisci anteriorità, contemporaneità o posteriorità, poi adatta pronomi e riferimenti. Così eviti trasformazioni meccaniche incoerenti.

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Last updated October 14, 2026