B2 · Upper IntermediateItalian

Il discorso indiretto e la concordanza dei tempi

By the flumi team About 4 min read Practice exercises

Dal discorso diretto a quello indiretto

Nel discorso diretto riportiamo parole autonome: Marta ha detto: «Non posso venire». Nel discorso indiretto le integriamo nella nostra frase: Marta ha detto che non poteva venire.

Il passaggio richiede di adattare:

  • pronomi e possessivi;
  • riferimenti di tempo e luogo;
  • modo e tempo verbale;
  • struttura di domande e ordini.

La concordanza dipende soprattutto dal tempo del verbo che introduce il discorso, come dire, spiegare, chiedere o rispondere.

Verbo introduttivo al presente

Se il verbo introduttivo è al presente o al futuro, i rapporti temporali restano generalmente invariati.

Discorso diretto Discorso indiretto
«Sono stanco.» Dice che è stanco.
«Ho finito.» Dice che ha finito.
«Partirò domani.» Dice che partirà domani.

Cambiano comunque la persona e gli elementi legati al punto di vista: Dice: «Ti mando il mio documento» diventa Dice che mi manda il suo documento.

Verbo introduttivo al passato

Quando il verbo introduttivo è al passato, i tempi tendono a spostarsi per esprimere il rapporto con quel momento passato.

Rapporto Forma frequente Esempio
contemporaneità imperfetto Disse: «Sono pronto» → Disse che era pronto.
anteriorità trapassato prossimo Disse: «Ho finito» → Disse che aveva finito.
posteriorità condizionale passato Disse: «Partirò» → Disse che sarebbe partito.

Il condizionale passato esprime qui il futuro nel passato: l'azione era successiva al momento in cui si parlava.

Lo spostamento non è sempre obbligatorio. Se l'informazione è ancora valida, il presente può essere mantenuto: Galileo dimostrò che la Terra gira intorno al Sole.

Congiuntivo e concordanza

Se il verbo reggente richiede il congiuntivo, si applicano le normali relazioni temporali.

  • Penso che Luca sia a casa → Pensavo che Luca fosse a casa.
  • Credo che abbia concluso → Credevo che avesse concluso.
  • Spero che arriverà/arrivi presto → Speravo che sarebbe arrivato presto.

Nell'ultimo caso, il condizionale passato rende esplicita la posteriorità rispetto a una speranza collocata nel passato.

Non trasformare automaticamente ogni passato prossimo in trapassato. Prima individua il punto di riferimento: Ha detto che è arrivato ieri può essere naturale se chi parla collega l'arrivo al presente.

Domande indirette

Le domande senza parola interrogativa sono introdotte da se; le altre mantengono chi, dove, quando, perché, come.

«Hai ricevuto il messaggio?» → Mi chiese se avessi ricevuto il messaggio.
«Dove abiti?» → Mi domandò dove abitassi.
«Perché sei partito?» → Voleva sapere perché fossi partito.

Nel registro sorvegliato è frequente il congiuntivo; nell'uso comune compare anche l'indicativo, soprattutto quando la domanda è neutra: Mi ha chiesto dove abito.

Ordini, richieste e consigli

Un imperativo può diventare di + infinito oppure una proposizione con che e il congiuntivo.

  • «Aspettate qui» → Disse loro di aspettare lì.
  • «Non aprire la porta» → Mi ordinò di non aprire la porta.
  • «Che venga subito!» → Ordinò che venisse subito.

La costruzione con l'infinito è particolarmente comune quando il destinatario dell'ordine è espresso come complemento del verbo introduttivo.

Cambiare i riferimenti

Le trasformazioni dipendono dal nuovo punto di vista, non da equivalenze rigide.

Diretto Possibile forma indiretta
oggi quel giorno
ieri il giorno prima / precedente
domani il giorno dopo / seguente
qui lì / là
questo quello

Procedi in ordine: individua chi parla e quando, stabilisci anteriorità, contemporaneità o posteriorità, poi adatta pronomi e riferimenti. Così eviti trasformazioni meccaniche incoerenti.

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Last updated July 20, 2026

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