B2 · Upper IntermediateItalian

La risalita dei clitici con i verbi modali

By the flumi team About 7 min read Practice exercises

Due posizioni possibili

Con i verbi modali dovere, potere e volere seguiti da un infinito, un pronome atono che dipende dall'infinito può occupare due posizioni.

Devo comprare il biglietto.

→ Lo devo comprare.

→ Devo comprarlo.

Nella prima frase il pronome lo precede il verbo modale: questo spostamento si chiama risalita del clitico. Nella seconda resta unito all'infinito. In genere le due costruzioni hanno lo stesso significato e sono entrambe comuni nell'italiano contemporaneo.

Proclisi ed enclisi

Le due possibilità seguono le regole generali della posizione dei pronomi.

Pronome davanti al modale Pronome unito all'infinito
Ti voglio chiamare. Voglio chiamarti.
La posso accompagnare. Posso accompagnarla.
Gli dobbiamo rispondere. Dobbiamo rispondergli.
Ne vorrei parlare. Vorrei parlarne.
Ci puoi andare domani. Puoi andarci domani.

Quando il pronome si unisce all'infinito, la -e finale cade: comprare + lo → comprarlo; scrivere + gli → scrivergli; parlare + ne → parlarne.

La posizione prima del modale è molto frequente nel parlato, ma non è meno corretta. La scelta dipende dal ritmo, dal contesto e dall'elemento che chi parla vuole presentare per primo.

I gruppi di pronomi non si dividono

Anche due pronomi combinati possono risalire. In questo caso formano un unico gruppo: salgono entrambi oppure restano entrambi uniti all'infinito.

  • Te lo posso spiegare ↔ Posso spiegartelo.
  • Gliene dobbiamo parlare ↔ Dobbiamo parlargliene.
  • Ce li vuoi mostrare? ↔ Vuoi mostrar*celi?*
  • Non me ne voglio andare ↔ Non voglio andarmene.

Non separare la combinazione tra i due verbi. Per esprimere «voglio dire questa cosa a te», usa te lo voglio dire oppure voglio dirtelo, non ti voglio dirlo e non lo voglio dirti.

Lo stesso principio vale con tre elementi grafici che costituiscono una sola sequenza, come ce la: Ce la devo fare ↔ Devo farcela.

Ci, ne e i verbi pronominali

La risalita riguarda anche ci, ne e le particelle che fanno parte di un verbo pronominale.

Senza risalita Con risalita
Devo pensarci. Ci devo pensare.
Possiamo farne a meno. Ne possiamo fare a meno.
Voglio andarci. Ci voglio andare.
Non posso farcela. Non ce la posso fare.
Non voglio andarmene. Non me ne voglio andare.

Anche quando la particella ha un significato lessicalizzato, la struttura resta la stessa. Non eliminiamo né sostituiamo una parte del verbo: farcela richiede ce la, mentre andarsene richiede il pronome riflessivo più ne.

Negazione, avverbi e rilievo

La negazione non precede l'intero gruppo verbale in entrambe le costruzioni:

  • Non lo posso confermare.
  • Non posso confermarlo.
  • Non ci voglio tornare.
  • Non voglio tornarci.

Gli avverbi aiutano a organizzare il messaggio: Lo devo assolutamente finire; Devo assolutamente finirlo. Non devono però separare il pronome dal verbo a cui è appoggiato: diciamo lo voglio proprio capire, non lo proprio voglio capire.

La posizione può dare un leggero rilievo diverso senza cambiare il contenuto fondamentale. Questo problema lo devo risolvere oggi presenta subito il problema come tema; devo risolverlo oggi mantiene più compatto il legame tra risolvere e il suo oggetto.

La risalita nei tempi composti

Con un infinito transitivo, le due posizioni restano possibili anche quando il modale è a un tempo composto:

  • Il biglietto l'ho dovuto comprare online.
  • Ho dovuto comprarlo online.

Con un infinito riflessivo, la posizione del pronome è collegata alla scelta dell'ausiliare nella norma sorvegliata:

  • Marta si è dovuta alzare presto: il pronome è risalito e l'ausiliare è essere;
  • Marta ha dovuto alzarsi presto: il pronome resta con l'infinito e il modale usa avere.

Con un verbo di movimento che richiede essere, la risalita conserva quell'ausiliare: Non ci sono potuto andare. Se il pronome resta unito all'infinito, sono possibili non sono potuto andarci e, nell'uso contemporaneo, non ho potuto andarci.

Nei contesti formali, una scelta sicura è usare l'ausiliare richiesto dall'infinito. Con i riflessivi, ricorda la coppia mi sono dovuto alzare / ho dovuto alzarmi.

Più di un infinito

Se il modale regge una catena di due infiniti, il pronome può occupare più posizioni, purché resti legato al complesso verbale:

  • Lo devo poter spiegare.
  • Devo poterlo spiegare.
  • Devo poter spiegarlo.

Le tre frasi sono grammaticali. La prima anticipa il pronome davanti al modale; la seconda lo unisce al primo infinito; la terza lo colloca accanto al verbo di cui è complemento.

Un comportamento simile è possibile con sapere quando significa «essere capace»: Lo so fare ↔ So farlo. Quando sapere significa «essere a conoscenza», non funziona come un vero modale: So di aver sbagliato non permette di portare un pronome attraverso la preposizione di.

Quando la risalita non è possibile

La risalita richiede che il verbo coniugato e l'infinito formino un complesso stretto. È normale con dovere, potere e volere senza preposizione. Non possiamo applicarla automaticamente a ogni verbo seguito da un infinito.

Confronta:

  • Lo devo leggere ↔ Devo leggerlo: dovere è modale;
  • Cerco di leggerlo: cercare di introduce l'infinito con una preposizione;
  • Spero di leggerlo: anche sperare di non permette lo spero di leggere con lo stesso valore.

La presenza di di o a tra i due verbi segnala spesso che il pronome deve restare con l'infinito. Esistono altri verbi che ammettono la risalita in particolari costruzioni, ma non vanno trattati tutti come i tre modali principali.

Errori frequenti e sintesi

Evita soprattutto questi errori:

  1. lasciare la -e dell'infinito: devo comprarelo → devo comprarlo;
  2. collocare il pronome tra modale e infinito senza unirlo: devo lo comprare → lo devo comprare o devo comprarlo;
  3. dividere due pronomi: gli devo dirlo → glielo devo dire o devo dirglielo;
  4. dimenticare una particella lessicalizzata: la devo fare non equivale a ce la devo fare;
  5. far risalire il pronome oltre una preposizione: lo cerco di leggere → cerco di leggerlo.

In sintesi, con dovere, potere e volere il clitico può precedere il modale oppure unirsi all'infinito. I gruppi pronominali restano inseparabili, ci e ne seguono lo stesso meccanismo e, nei tempi composti con verbi riflessivi o intransitivi, la posizione può influire sulla scelta dell'ausiliare.

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Last updated July 20, 2026

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