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I pronomi indiretti mi, ti, gli, le, ci e vi

By the flumi team About 5 min read Practice exercises

I pronomi indiretti sostituiscono una persona introdotta normalmente dalla preposizione a: Telefono a LucaGli telefono.

Questa lezione ti aiuta a:

  • riconoscere un complemento indiretto;
  • scegliere tra mi, ti, gli, le, ci, vi;
  • usare i pronomi con piacere, servire e mancare;
  • distinguere i pronomi indiretti da quelli diretti.

1. La domanda a chi?

Molti verbi, come telefonare, scrivere, parlare, rispondere, dare e dire, possono avere un complemento che risponde alla domanda a chi?.

  • Scrivo a Marta. → Le scrivo.
  • Telefono a Paolo. → Gli telefono.
  • Il professore parla a noi. → Il professore ci parla.

2. Le forme

Persona Forma con a Pronome indiretto Esempio
io a me mi Mi dai una mano?
tu a te ti Ti scrivo domani.
lui a lui gli Gli telefono.
lei a lei le Le rispondo.
noi a noi ci Ci racconta tutto.
voi a voi vi Vi mando una foto.

Per una terza persona plurale, la forma esplicita più chiara è a loro: Scrivo a loro. Nell'italiano contemporaneo è molto comune anche gli con il significato di “a loro”: Gli scrivo domani. Questa forma è diffusa nel parlato e in molta scrittura corrente; in un testo formale puoi preferire scrivo loro o scrivo a loro.

Le significa “a lei”, ma le può anche essere un pronome diretto femminile plurale. Il verbo e il contesto chiariscono la funzione: le telefono = telefono a lei; le compro = compro le cose femminili plurali.

3. La posizione

Il pronome indiretto viene normalmente prima del verbo coniugato.

  • Luca mi parla spesso.
  • Io ti porto un caffè.
  • Marta gli regala un libro.
  • Il medico le spiega la cura.
  • L'insegnante ci dà molti esercizi.
  • Domani vi mando l'indirizzo.

Con la negazione: non ti scrivo, non gli rispondo.

4. Diretto o indiretto?

Verbo e domanda Complemento Pronome
Vedo chi? Marta. diretto, senza a La vedo.
Telefono a chi? A Marta. indiretto, con a Le telefono.
Compro che cosa? Il pane. diretto Lo compro.
Do il pane a chi? A Luca. indiretto Gli do il pane.

Controlla la costruzione del verbo: vedere qualcuno, ma telefonare a qualcuno. La preposizione a è il segnale più utile.

5. Piacere, servire e mancare

Con piacere, la persona usa un pronome indiretto. La cosa gradita è il soggetto e decide se il verbo è singolare o plurale.

Persona Una cosa Più cose
io Mi piace il film. Mi piacciono questi film.
tu Ti piace la pizza. Ti piacciono le verdure.
lui/lei Gli/Le piace il corso. Gli/Le piacciono le lezioni.
noi/voi Ci/Vi piace Roma. Ci/Vi piacciono i musei.

Servire e mancare seguono un modello simile: il pronome indica la persona, mentre la cosa o la persona necessaria/mancante determina il numero del verbo.

Anna: Ti serve il dizionario?

Luca: No, ma mi servono due quaderni. E mi manca anche una penna.

Anna: A me invece mancano le cuffie.

In mi servono due quaderni, il soggetto è due quaderni, perciò il verbo è plurale. Non dire io servo due quaderni se vuoi esprimere “ho bisogno di due quaderni”.

6. Errori frequenti

  1. Identifica la persona destinataria.
  2. Trasforma a me, a te, a lui... nel pronome corretto.
  3. Metti il pronome prima del verbo.
  4. Conserva l'oggetto diretto, se c'è: Gli do il libro.

Lo telefono.

Gli telefono oppure Le telefono, perché si dice telefonare a qualcuno.

La serie è mi, ti, gli/le, ci, vi. Questi pronomi rispondono a a chi? e precedono normalmente il verbo coniugato: mi parla, ti scrivo, gli telefono, le rispondo, ci dice, vi mando. Con piacere, servire e mancare, controlla anche il soggetto dopo il verbo: mi piace il libro, ma mi piacciono i libri.

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Last updated July 20, 2026

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